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Graphosoma Italicum: la Cimice a Strisce! 

Graphosoma Italicum: la Cimice a Strisce! 

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cimice graphosoma italicum a righe rossonereEcco a voi il Graphosoma italicum o Grafosoma italiano. Questo insetto è davvero un bel vedere perché cattura l’attenzione con la sua vivace livrea a righe verticali rosse e nere ed è anche un interessante soggetto di studio per chi si appassiona di entomologia. Ha diversi soprannomi, tra cui:

  • Cimice a scacchi
  • Cimice a strisce
  • Cimice lineata
  • Cimice a righe
  • Cimice delle piante (insieme ad altre specie)

Questa cimice fa parte della grande famiglia dei Pentatomidae e, per essere più precisi, è classificata come una sottospecie del Graphosoma lineatum. Le sue strisce non sono solo una scelta stilistica ma giocano un ruolo cruciale nel suo comportamento di camuffamento e nella difesa contro i predatori, rendendola una delle cimici sicuramente più affascinanti da osservare. Conosciamola meglio!

Biologia Cimice Graphosoma Italicum

cimice grafosoma italiano dal tipico colore rosso e nero con strisce logitudinali

La cimice Graphosoma italicum, si distingue per il suo vivace colore rosso con strisce nere longitudinali. Questa specie raggiunge una lunghezza di circa 8-12 mm, e ha un corpo rotondo e appiattito. Una caratteristica notevole è il suo pronoto, che presenta sei fasce nere ed è il primo segmento del torace subito dietro la testa. Anche i lati dell’addome, noti come connexivum, sono rossi con piccole macchie nere, dando a questi insetti un aspetto distintivo che serve anche come meccanismo di difesa, segnalando ai predatori il loro sapore sgradevole.

Questo meccanismo di difesa adottato è noto come aposematismo (tipico anche della cimicetta rossonera). Il termine descrive la capacità di alcuni animali di segnalare attraverso colori vivaci o pattern evidenti la loro potenziale pericolosità o sgradevolezza, scoraggiando così i predatori dal tentare di mangiarli e comunicando ai potenziali nemici naturali che sono tossiche, velenose o semplicemente di cattivo sapore.

A differenza della specie simile Graphosoma lineatum, che tende ad avere colorazioni che virano verso l’arancio e zampe dello stesso colore, il Graphosoma italicum ha antenne e zampe nere. Si nutre succhiando la linfa delle piante attraverso il suo rostro, un organo perfetto per perforare i tessuti vegetali. Predilige ambienti caldi e soleggiati, come pendii e prati esposti a sud e si può trovare spesso su piante della famiglia delle Apiaceae, che includono molte erbe aromatiche come il prezzemolo, l’anice e le carote.

Il ciclo di vita della cimice a righe, come quello di molte altre cimici (cimice verde o cimice marrone) comprende diverse fasi che partono dall’uovo fino all’adulto attraverso vari stadi, noti come stadi ninfa. Le femmine depongono le uova in gruppi organizzati su parti inferiori delle foglie di piante ospiti, prevalentemente quelle della famiglia delle Apiaceae in questo caso. Le uova sono solitamente posizionate in file ordinate e possono essere deposte in primavera. Dalle uova emergono poi le ninfe, che passano attraverso cinque stadi prima di diventare adulti. In ogni stadio, le ninfe si alimentano attivamente dei succhi della pianta e crescono, mutando la loro cuticola. Hanno un colore più tendente al brunastro e condividono lo stesso schema a strisce degli adulti, sebbene siano meno brillanti. Questi insetti sono capaci di volare grazie alle ali nascoste sotto il dorso, utilizzate principalmente per spostarsi tra le piante o sfuggire ai predatori.

La cimice a strisce ha una distribuzione geografica che abbraccia prevalentemente l’area del Paleartico occidentale (Europa meridionale e centrale, Nord Africa, Asia occidentale) con una presenza marcata in tutta la regione mediterranea. Eppure, negli ultimi decenni, il limite settentrionale della sua distribuzione in Europa occidentale e centrale si è spostato significativamente verso nord, estendendosi fino al Mare del Nord e al Mar Baltico.

Cosa mangia la cimice rossonera Graphosoma Italicum?

La cimice rossonera a righe si nutre principalmente di piante ombrellifere della famiglia delle Apiaceae. Questa preferenza alimentare la rende un insetto fitofago, ovvero che si alimenta di parti vegetali. Le sue piante ospiti includono una varietà di erbe aromatiche e ortaggi che sono comuni sia in ambiente naturale sia in coltivazioni.

Piante ospiti preferite:

  • Carota
  • Finocchio
  • Aneto
  • Coriandolo
  • Prezzemolo
  • Sedano

cimice rossonera su una pianta di finocchioPer nutrirsi utilizza il suo rostro per perforare i tessuti delle piante e succhiarne i succhi. Questo apparato boccale, particolarmente evoluto per la perforazione e l’aspirazione, le permette di accedere ai nutrienti liquidi all’interno delle piante. La cimice inietta anche enzimi digestivi che aiutano a scomporre i tessuti vegetali, facilitando ulteriormente l’assorbimento dei nutrienti. È possibile trovarla più comunemente in ambienti caldi e soleggiati che favoriscono la crescita di queste piante. Si nutre prevalentemente sui steli di piante e si avvista spesso in campi e prati, specialmente in quelli che ospitano una ricca varietà di erbe aromatiche e altre piante erbacee. Questi habitat offrono abbondanti risorse alimentari e sono ideali per la sua riproduzione.

La cimice a righe Graphosoma italicum è dannosa per le piante?

cimice a righe che si nutre di una piantaNonostante sia un fitofago che si nutre delle piante, generalmente non è considerata una minaccia grave per l’agricoltura o per i giardini. Tuttavia, questo parassita delle piante adotta un metodo di alimentazione tipico degli Hemiptera, che può avere implicazioni sia per le piante che si coltivano sia per l’ecosistema in cui vive.

L’insetto si nutre attraverso il rostro, organo pungente-succhiante, che le permette di perforare i tessuti delle piante e aspirarne i succhi. Questo metodo di alimentazione, tipico degli insetti dell’ordine Hemiptera, consente alla cimice di accedere ai nutrienti liquidi direttamente dal sistema vascolare delle piante. In questo modo, inietta saliva che contiene enzimi digestivi che pre-digeriscono il contenuto delle cellule vegetali, facilitando l’assorbimento dei nutrienti. Sebbene questo metodo di alimentazione possa, teoricamente, danneggiare le piante attraverso la creazione di fori di nutrizione e la possibile introduzione di patogeni nei tessuti, i danni reali sono generalmente limitati. È vero che i fori di nutrizione possono creare decolorazioni e indebolimenti localizzati o predisporre le piante a infezioni ma, a meno che le popolazioni di cimici non diventino eccessivamente dense, questi effetti sono spesso superficiali e non compromettono significativamente la salute o la vitalità delle piante.

Il vero impatto di Graphosoma italicum sulle piante ospiti diventa notevole solo quando le cimici sono presenti in grandi numeri. Condizioni favorevoli come un’estate particolarmente calda e secca possono favorire un aumento delle popolazioni, portando a infestazioni più gravi. In questi casi, il numero elevato di cimici può causare danni visibili e più estesi alle colture, soprattutto se si nutrono di piante commercialmente importanti o esteticamente significative. I primi segni da notare sono le aree colpite che appaiono ingiallite o brunite, a seconda della pianta e della gravità del danno.  Per tutti questi motivi, la specie non è generalmente vista come un parassita dannoso su larga scala. I danni causati sono raramente gravi o a lungo termine e le infestazioni ad alta densità sono piuttosto rare.

Se dovessi comunque trovarti a dover gestire un’infestazione di Graphosoma italicum, non esitare a contattarci. I nostri specialisti sono pronti ad analizzare la tua situazione specifica e a proporre il trattamento più efficace.